La pulce nell’orecchio l’avevano messa dopo la partita d’andata. Nella due giorni di Champions abbiamo avuto l’incredibile conferma: Barca-Real non sarà la finale. Nessuna delle due supercorazzate spagnole scenderà in campo la sera del 19 maggio a Monaco. Saranno Bayern e Chelsea a giocarsi il trofeo più bello e magico.
Meritata la finale per i tedeschi, autori di una partita quasi perfetta, nonostante il doppio svantaggio dopo 14 minuti. Ronaldo, autore della doppietta, sembrava già aver regalato la finale a Mourinho, prima dal dischetto e poi con un piattone destro da solo davanti a Neuer. Una partita che sembrava finita, una finale già conquistata per buona pace dei rivali catalani, maltrattati dal catenaccio all’italiana di martedì sera.
Il primo tempo è voltato via in un lampo, tanto è stata viva ed emozionante la partita. A fare il paio con il risultato dell’andata ci ha pensato Robben dal dischetto al 26’. La partita è andata calando con il trascorrere dei minuti, ma l’intensità è sempre stata altissima. La lotteria dei rigori ha detto Bayern, i blancos si sono trovati di fronte il muro Neuer: i primi due tiri del Real, entrambi falliti, sono di Ronaldo (come il rivale Messi) e Kakà. A portare il Bayern sul 2 a 0 sono stati Alaba e Gomez. A far sperare il Real nella rimonta è stato Casilias che ha parato i rigori di Kross e Lahm. Fatale l’errore di Sergio Ramos, che ha sparato in cielo il rigore che avrebbe riportato tutto in parità. A chiudere i conti Schweinsteiger. Successo meritatissimo per i tedeschi, che tornano a giocarsi la coppa due anni dopo la finale persa proprio a Madrid e proprio contro Mourinho.
Non si può dire lo stesso per Chelsea. Sì, i ragazzi di Di Matteo hanno affrontato la partita con tanto cuore, ma di certo non meritavano di giocare la finale. Quello visto nei due match contro il Barcellona non può essere considerato calcio. Una partita vinta con un muro difensivo e con solo due o tre ripartenze che hanno portato, allo scadere dei due tempi, i gol della qualificazione: Ramires, con un bellissimo pallonetto, e Torres. Nel mezzo solo Barcellona: gol di Busquets e Iniesta e tante palle gol fallite. Non il solito Barça, incapace di sfruttare l’uomo in più dopo l’espulsione di Terry, ma che avrebbe comunque centrato la finale se la sfortuna non si fosse abbattuta su Guardiola – non impeccabile nelle sue scelte – e compagni. Rigore tirato sulla traversa da Messi, palo colpito sempre dalla pulce, i soliti due o tre gol falliti a tu per tu con il portiere: questo il patrimonio sciupato dai blaugrana. Il Barcellona esce di nuovo contro una squadra “italiana”, anche se italiana non è. Mourinho fece fare il terzino a Eto’o… Di Matteo a Drogba: è questo l’unico modo per fermare il Barcellona. Il Chelsea non meritando si riprende quello che gli era stato tolto nel 2009, e tornerà a giocarsi la Champions dopo la finale persa nel 2008 a Istanbul contro il Manchester Utd.
L’appuntamento con la storia è il 19 maggio.
foto: Matteo Paciotti su flickr